Come è iniziata la scoperta
L’individuazione della ragnatela risale al 2022, opera di un gruppo di speleologi della Società Speleologica Ceca. Quel primo avvistamento ha evidenziato l’unicità dell’habitat, che poi è stato studiato da un team internazionale di scienziati. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Subterranean Biology in un articolo intitolato “Una straordinaria comunità coloniale di ragni nella Grotta dello Zolfo (Albania/Grecia) sostenuta da chemoautotrofia”, firmato da Urák I et al., nell’ottobre 2025 (vol. 53, pp. 155-177).
Dove si trova e quanto è grande
La ragnatela copre una superficie sorprendente di 106 m², posizionata vicino all’ingresso della Grotta dello Zolfo. Nell’articolo è pubblicata anche una fotografia scattata da Marek Audy che mostra la struttura complessa vista di lato.
La composizione della ragnatela è altrettanto notevole. Ospita circa 69.000 esemplari di ragni domestici, noti anche come barn funnel weaver (nome inglese), e 42.000 esemplari di Prinerigone vagans, una specie di ragno tessitore a foglio. Questo tipo di convivenza tra specie non era mai stata documentata prima e ha sorpreso gli scienziati. Di norma i barn funnel weaver predano ragni più piccoli come il Prinerigone vagans, perciò la loro pacifica coabitazione nella stessa ragnatela è particolarmente singolare.
Cosa dicono gli studi ecologici e genetici
Gli scienziati hanno analizzato a fondo le possibili cause di questa comunità mista. La loro ipotesi è che la combinazione tra la mancanza di luce e un’abbondante disponibilità di moscerini nella grotta abbia creato le condizioni favorevoli a questa insolita cooperazione tra specie di ragni.
I campioni raccolti e analizzati mostrano che le popolazioni di ragni nella Grotta dello Zolfo sono geneticamente distinte rispetto ad altre popolazioni, il che suggerisce un adattamento specifico all’ambiente particolare di quella grotta.
Perché la scoperta è interessante
La scoperta non arricchisce solo la nostra conoscenza dell’ecologia sotterranea, ma mette in discussione idee consolidate sulle interazioni tra specie. Mostra come condizioni ambientali estreme possano favorire adattamenti ecologici e comportamentali non convenzionali tra organismi diversi.
Quindi, mentre chi ha paura dei ragni potrebbe limitarsi a impressionarsi per la sola idea, per la comunità scientifica la ragnatela più grande del mondo è una dimostrazione affascinante di quanto la natura possa sorprendere e ribaltare le aspettative. Con studi ulteriori potremo imparare di più non solo su questi ragni straordinari, ma anche su come la vita affronta e si adatta a sfide ambientali uniche.