Da dove nasce l’entusiasmo: gli studi della NASA
Il primo vero impulso all’interesse per le piante depolluanti è venuto dalla NASA negli anni 1980. Cercavano modi naturali per migliorare l’aria nelle stazioni spaziali (ambienti ermeticamente sigillati) e hanno studiato come alcune piante possano assorbire composti organici volatili (COV) come benzene, formaldeide e tricloroetilene.
Gli esperimenti erano promettenti, ma fatti in condizioni molto particolari: concentrazioni di inquinanti e densità di piante difficili da ricreare in una casa normale.
La realtà in casa
Nonostante le piante possano assorbire alcuni inquinanti, il loro effetto nella maggior parte delle abitazioni resta limitato. Per ottenere un effetto misurabile simile a quello degli studi NASA bisognerebbe mettere tra 10 e 20 piante per metro quadrato, una soluzione poco pratica per la maggior parte degli appartamenti.
Inoltre, molte fonti principali di inquinamento domestico — come mobili, vernici e materiali da costruzione — emettono sostanze in modo continuativo, e le piante da sole non le filtrano in modo efficace.
Perché i test di laboratorio non valgono sempre in casa
Numerosi studi hanno cercato di confermare l’efficacia delle piante nelle abitazioni, ma i risultati di laboratorio non sempre si traducono in benefici concreti. Fattori come il volume d’aria, la ventilazione e la concentrazione degli inquinanti cambiano molto tra una casa e un ambiente sperimentale sigillato.
In una casa l’apertura regolare di porte e finestre diluisce gli inquinanti molto più di quanto possano fare le piante.
Altri vantaggi delle piante
Anche se hanno limiti nella purificazione dell’aria, le piante offrono altri benefici rilevanti. Possono aumentare l’umidità dell’aria (in particolare felci e palme), migliorando il comfort quando l’aria è troppo secca.
La loro presenza favorisce anche il benessere psicologico: aiutano a ridurre lo stress e danno una sensazione di calma e connessione con la natura. Infine, sono un elemento decorativo che può vivacizzare qualsiasi ambiente.
Cosa fare per migliorare l’aria di casa
Per migliorare efficacemente la qualità dell’aria domestica conviene adottare più strategie insieme. La ventilazione regolare — aprire le finestre più volte al giorno — è una delle soluzioni più semplici ed efficaci per ridurre la concentrazione di inquinanti.
L’uso di purificatori d’aria, progettati per filtrare particelle sottili, allergeni e COV, è un’altra misura utile. Ridurre le fonti di inquinamento scegliendo materiali a basse emissioni e limitando l’uso di prodotti chimici contribuisce a mantenere un ambiente più sano.
In sintesi, le piante depolluanti hanno proprietà interessanti ma non sono una soluzione miracolosa per purificare l’aria interna. Integrandole con altre misure (ventilazione, purificatori, scelta di materiali a basse emissioni) si possono migliorare in modo significativo la qualità dell’aria e godere nello stesso tempo dei benefici aggiuntivi che le piante portano in casa.