Un approccio nuovo alla coppia
Lo studio si distingue per l’ampiezza dell’analisi: ha seguito più di 7.000 coppie per 13 anni. Questa indagine accurata ha permesso al ricercatore principale, Haeyoung Gideon Park, di raccogliere dati dettagliati tramite questionari che esploravano diversi aspetti delle relazioni, dai cambiamenti nei sentimenti alle interazioni quotidiane.
I risultati indicano che le coppie che conservano una sorta di “contabilità mentale dei favori” tendono a essere meno felici. Questa mentalità del dare-per-avere trasforma la relazione in una specie di scambio commerciale, scaldando meno il rapporto autentico.
La trappola del “quid pro quo”
Le conseguenze della mentalità “quid pro quo” sono significative. Il continuo bilanciamento tra dare e ricevere costruisce un registro mentale che toglie spontaneità e gentilezza alla relazione. Come osserva Park, “Trasforma la cura in un dovere anziché in una scelta, riducendo spontaneità e gentilezza.” La ricerca mostra chiaramente che questo atteggiamento, col tempo, logora il legame emotivo.
Al contrario, le relazioni più solide sembrano essere quelle in cui i partner si preoccupano meno di quanto ricevono e più di quanto possono offrire.
Verso un orientamento comunitario
L’approccio opposto è chiamato “orientamento alla comunità”: il dare senza aspettarsi una ricompensa immediata. Questo stile favorisce un supporto reciproco guidato dall’empatia più che dal calcolo. I partner che adottano questo modo di comportarsi sono spesso più attenti ai bisogni specifici dell’altro e si sostengono anche quando ciò richiede un sacrificio personale.
Park lo sintetizza così: “I partner orientati alla comunità sono sensibili a bisogni specifici e si sostengono l’un l’altro anche se ciò comporta un sacrificio personale.” Questo atteggiamento crea fiducia e calore che aiutano la relazione a resistere alle difficoltà nel tempo.
Prospettive professionali e personali
Un punto di vista interessante arriva da due psichiatri di Harvard, sposati da 45 anni: secondo loro, concentrarsi su cosa si può fare per il partner invece che su cosa si vuole indietro è il miglior predittore di una relazione duratura. Questa opinione, che unisce esperienza professionale e personale, conferma le conclusioni dello studio.
L’autore porta anche un aneddoto personale: il semplice gesto di preparare il caffè senza fare calcoli su chi ci guadagna può contribuire a una connessione più profonda e duratura.
Idee per il futuro delle relazioni
Il suggerimento è chiaro: adottare un atteggiamento orientato alla comunità, spostando la mentalità dal misurare l’amore come una serie di transazioni verso un legame più fluido, può aiutare a evitare l’erosione della connessione emotiva. Forse la domanda da farsi è meno “cosa ricevo?” e più “cosa posso dare?”.
Quindi, caro lettore, cosa pensi renda una relazione duratura? Riesci a riconoscere momenti in cui misuri la gentilezza? Ti invitiamo a lasciare un commento o a condividere questa riflessione con chi crede in un amore che prospera grazie alla generosità.